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Articoli in questa categoria: Ultimo aggiornamento: ott 05, 2008 08:05 p. |
Dom - Ottobre 5, 2008Chiude iTunes Store.Ingordigia ottusa.
dal piano
industriale del National Music Publishers Association
Ovvero come tagliarsi le palle. L'industri a discografica ha fatto delle enormi cazzate nei suoi piani di sviluppo, dal lancio dei cd in poi. E insieme alle associazioni dei diritti d'autore, editoriali ecc. Poi e' arrivata qualcuno come la APPLE che si inventa l'unica maniera per guadagnare ancora qualche soldo dalla vendita dei pezzi e degli album che non vendono un singolo pezzo di plastica nei negoz i '' normali''. E la compagnia del ridicolo del National Music Publishers' Association ha chiesto al Copyright Royalty Board di portare la sua percentuale su ogni pezzo venduto sugli iTunes Stores da 9 centesimi a 15 centesimi a pezzo. Incremento che dovrebbe esser pagato sia da APPLE, che dalla casa discografica e dai consumatori. Il vice presidente della APPLE per iTunes, Eddy Cue, ha detto chiaramente che questo aumento significherebbe mandare in perdita gli iTunes Store, e visto che sono stati aperti per guadagnare e non per perdere, verrebbero subito chiusi. Certo sarebbe un bel colpo di immagine per le etichette. La gente, scoprendo che APPLE vuole tenere i prezzi bassi,contro il volere dei proprietari dei diritti, susciterebbe l'ennesimo boicottaggio dei consumatori contro l'industria discografica. E aumenterebbero solo i download illegali. Per fortuna loro, nostra e di iTunes, il Copyright Royalty Board ha detto ''naaaa'' ai Publishers. Pubblicato alle 08:04 p. Gio - Settembre 18, 2008Papa Was A Rollin' Stone.Settimana funesta. Se ne va anche Norman
Whitfield.
''Lassu? Sicuri? Vabbe'.
Arrivo.''Cioe', che palle sta settimana. Wright, Rosso e anche un grande del funk. Norman Whitfield. Basta solo l'elenco di alcuni pezzi che quell'uomo ha scritto per capire quanto sia stato importante: Pas Was A Rollin' Stone War I Heard Through The Grapevine I Know I'M Loosing You You 're My Everything Ball Of Confusion e anche la stupidina Car Wash e basta anche solo che era un capo Motown. Basta che almeno 3 pezzi suoi io li ho sempre in borsa (ma questo vale solo per me). Qualsiasi supporto qualsiasi situazione. Vabbe'. Andate di session, amici via dischi che non ci siete piu' e che lassu' troverete grandi nomi della musica. Babbo, fatti fare un autografo per me come quello che ti sei fatto fare tanti anni fa (molti anni fa) da Gigi Riva e io coglione non so piu' dov'e'. Del resto non so piu' dove sei anche tu. A parte lassu'. Ciao ba', mi manchi. Suono ora, bhe', ma che cazzo suono. Non vedo nulla. Gll occhi sono troppo bagnati. Fanculo. In culo. A voi. Cin. Frog, fammi il piu' forte che sai tu. Pubblicato alle 06:08 p. Ven - Luglio 25, 2008Just live music. O gnocca da tv estiva?Evitate JLM su Rai 2 la notte. Che poi non mi
dormite.
Ho visto ieri notte JLM su Rai 2 . Puntata sugli Stones. Mi ci ero quasi puntato la sveglia per non perderlo. Ora me la sono puntata per ricordarmi di non capitarci mai piu' sopra. E' un programma brutto, vecchio (scopiazza nella sua cifra tv sgrammaticata Non Solo Moda), ha una bella presentatrice, Perla Pendenza, che pero' e' la figura piu' distante dal rock mai apparsa in un programma del genere. Ripete a memoria i brutti e banali testi degli autori tutta preoccupata solo ad inarcare e gonfiare le labbra, avanti e indietro, su e giu', avanti e indietro, pausa, su e giu', un due tre quattro, un due tre quattro. A volume zero e' ancora piu' divertente in quel suo esercizio ginnico. Seduta su un cassone, con la chitarra in mano (?!?), sembra vendere materassi erotici. Il programma vantava poi: interviste a personaggii inutili (Lory Del Santo sugli Stones con aneddoti che anche l'ultimo dei fan ne ha di piu' interessanti e' stata la prima botta che mi stava facendo spegnere il tv); filmati di poco interesse (15 minuti, o se erano meno sembravano comunque 30, del video di It's Only R&R but I Like It, mandato quasi in loop nella prima parte), spezzoni live dei momenti peggiori degli Stones. Eppure Repubblica di ieri lo vantava (ma aveva riportato pari pari la velina dell'uffico stampa del programma). Gli ho restituito l'amo e sono andato a dormire. Ma ho avuto incubi in continuazione. JLM veniva inserito in tutti i palinsesti tv e a tutte le ore occupandosi dei miei artisti preferiti. Basta basta. Mi sono svegliato e mi son guardatoun dvd di Hendrix. Pubblicato alle 11:30 m. Gio - Luglio 10, 2008Heineken blowjobServizietti del festival Heineken ai giornalisti
italiani.
Il nostro dj Cifra ''ironizza'' sui giornalisti musicali italiani. Heineken Jammin' Festival ''La cosa che mi fa sempre incazzare dell' Heineken Jammin Festival e' il trattamento riservato ai giornalisti. O meglio, a quella decina di giornalisti dei quotidiani, sempre gli stessi, che vanno al festival, stanno 3 giorni spaparanzati nella comodissima "Hospitality Area", magnano e bevono a tutte le ore, giocano a biliardino, si dondolano sulle amache, chiacchierano, non vedono neanche un concerto e poi si presume che scrivano del festival sui loro giornali.'' Qui il resto. E pure la mancia. Incarta e porta a casa, scribacchino sanremese. Tutto comunque in linea con questo spot della birretta. Pubblicato alle 10:50 p. Mer - Luglio 9, 2008Raconteurs live allo Spaziale Emersione Festival 08/07/08 Torino.I bravi narratori ieri ce le hanno
raccontate.
Quanto sono bravi i Raconteurs? Tanto. Se i White Stripes sono i minimalisti piu' avanti che il buon John Peel aveva subito adottati come i suoi ultimi preferiti ever, i Raconteurs sono la giusta somma di tutto il rock dal blues ad oggi. Sia nei pezzi, nei loro due album, ma anche nel proporsi dal vivo. Show come quelli dei decenni che ci hanno formato. A differenza dei gruppi attuali che suonano dal vivo dal vivo versioni leggermente, ma neanche tanto, se non in peggio, diverse dei loro pezzi (durate originali rispettate o dilatate di massimo due minuti), i Raconteurs salgono sul palco per svisare, per sperimentare e provare suoni e accordi nuovi: ''Uhm senti qua che bel riff, che bell'assolo che ti fo, aspetta...aspetta che me piace, famme prova' un po' cosi e cosa'...uhm questo lo mettiamo nel prossimo brano..'' sembrano pensare mentre si inseguono in assoli, break, accellerazioni, improvvisazioni alla Greateful Dead (meno male niente lsd around). Preceduti dai Vampire Weekend, leggeri e carini tra Modern Lovers e Paul Simon di Graceland, con un bel dischetto nei negozi, accattatevelo che e' fresco come una birra ghiacciata, o un chinotto d'estate, i Raconteurs iniziano con un intro che e' piu' un outro. La tipica chiusura con muro di suono di un brano. Invece e' l'inizio di Consoler Of The Lonely. Poi ancora muro di suono del batterista con rullante basso tra le ginocchia e cassa sovradimensionata, bassista dai capelli perfetti per fare da testimonial di uno shampo che da' capelli neri lisci, a piombo, lucidi senza un granello di forfora, per Hold Up. The Switch and The Spur e si arriva a You Don't Understand Me con White al piano. Potrei tornarmene a casa gia' qui tanto sono gia' soddisfatto appagato e preso. Ma ce n'e' ancora. Oh se ce n'e'. Altri 12 pezzi. Preferiti: Hold, con violino cattivo, Level, super prog all'inizio, Hands, Steady As She Goes, Attention, Many Shades of Black, anche senza la sezione fiati sale benissimo nella sua partitura popparola, brano che Robbie Williams si sogna la notte, e il finale con Carolina Drama. Inizio con l'acustica e esplosione seguente. A proposito, provate a cantare sull'intro la Canzone del sole di Battisti, eh eh. Lo Spaziale Emersione Festival (che nome!?) ha un bel parco piccolo ma a giusta dimensione, ovunque senti e vedi bene, freschetto, no zanzare, possibilita' di tavolini a bordo arena, perfetto per anziani come noi che comunque zompettavano durante tutto lo show. Ritorno comodo in bus (grazie Micro e Spin-Go) nonostante deviazione per lavori d'autostrada e ingorgo sulla statale per un catamarano di traverso in una rotatoria. Ma che ci faceva alle due e mezza di notte un catamarano in piena Padania? Bossi fai qualcosa eccheccaz. PS: ma preferite a) i White Stripes b) i Raconteurs c) tutt'e due? Tracklist (piu' o meno) Consoler of the Lonely da Consolers of the Lonely Hold Up da Consolers of the Lonely The Switch and the Spur da Consolers of the Lonely You Don't Understand Me da Consolers of the Lonely Top Yourself da Consolers of the Lonely Old Enough da Consolers of the Lonely Level da Broken Boy Soldiers Hands da Broken Boy Soldiers Intimate Secretary da Broken Boy Soldiers Rich Kid Blues da Consolers of the Lonely Steady As She Goes da Broken Boy Soldiers Blue Veins da Broken Boy Soldiers Attention da Consolers of the Lonely Many Shades of Black da Consolers of the Lonely Salute Your Solution da Consolers of the Lonely Carolina Drama da Consolers of the Lonely Pubblicato alle 06:34 p. Mar - Giugno 3, 2008Tutta colpa della Nona?La dannosa durata dei cd deriva dalla Nona di
Beethoven.
Beethoven's Ninth Symphony may also have influenced the development of the compact disc. Philips, the company that had started the work on the new audio format, originally planned for a CD to have a diameter of 11.5 cm, while Sony planned a 10 cm diameter needed for one hour of music. However, according to a Philips website, Norio Ohga insisted in 1979 that the CD be able to contain a complete performance of the Ninth Symphony: (...)''The longest known performance lasted 74 minutes. This was a mono recording made during the Bayreuther Festspiele in 1951 and conducted by Wilhelm Furtwängler. This therefore became the playing time of a CD. A diameter of 12 centimeters was required for this playing time.(...) However, Kees Immink, Philips' chief engineer, who developed the CD, denies this, claiming that the increase was motivated by technical considerations, and that even after the increase in size, the Furtwängler recording was not able to fit onto the earliest CDs. Quindi, il peggioramento della qualita' compositiva di molti dischi inutilmente lunghi di certi artisti (vedi the Rising di Brooce), e' dovuto alla durata dell'esecuzione piu' lunga della Nona. Naaa. o invece si? Ma non erano meglio i dischi da 45 minuti al massimo? (vedi le uscite del '71, o quello in foto) Pubblicato alle 09:00 p. Negramaro a S.Siro.''Quando chiudono il rock noi lo
riapriamo!''
Il nostro dj Luca ''Cifra'' de Gennaro ha aperto per i Negramaro, come da tradizione oramai consolidata, il concerto di sabato a S.Siro. Per chi c'era e per chi non c'era, e per chi pare ha sentito troppo a basso volume il set, ecco la sua bella scaletta. Bravo Cif. Ore 14,30: Hair Soundtrack: Aquarius Beatles: Come Together Radiohead: Paranoid Android Clash: Bankrobber M.I.A.: Paper planes R.E.M.: Man on the moon Ore 15: “Welcome to San Siro” announcement ( concept: “Il tempio del calcio, il santuario del rock”) Violent Femmes: Blister in the sun Doors: Touch me Green Day: Holiday Rage Against The Machine: Killing in the name Rancid: Time bomb Offspring: Pretty fly for a white guy Red Hot Chili Peppers: By the way Muse: Starlight Rolling Stones: Satisfaction Bruce Springsteen: Born to run Black Eyed Peas: Pump it Support band on stage: Fink Ore 16,30: Bob Marley: Redemption song Ben Harper: With my own two hands Jovanotti: Tanto Red Hot Chili Peppers: Bump the hump Kaiser Chiefs: Ruby U2: Mysterious ways Vasco Rossi: Una splendida giornata Queen: Crazy little thing called love Support band on stage: The Fashion Ore 17,45: Set dedicato alla chiusura di Rock F.M.. (concept: “Quando chiudono il rock, noi lo riapriamo”) Van Halen: Eruption Led Zeppelin: Heartbreaker Black Sabbath: Paranoid Guns ‘n’roses: Welcome to the jungle Metallica: Enter Sandmen Queens of the stone age: No one knows Foo Fighters: The Pretender Who: My generation Sex Pistols: Anarchy in the Uk Support band on stage: The Infadels Ore 19.00: R.E.M.: Supernatural superserious Chemical Brothers: Hey boy hey girl Doors: Hello I love you ( Adam Freeland remix ) David Bowie: Rebel rebel U2: Vertigo Ramones: Sheena is a punk rocker Support band on stage: The Fratellis Ore 20,30: pre-main show “singalong” dj set: Verve: Bittersweet symphony Queen: We will rock you Nirvana: Smells like teen spirit Fabrizio De Andre’: Il pescatore Rino Gaetano: Gianna Bob Marley: Could you be loved U2: Pride ( in the name of love ) Guns’n’ roses: Sweet child o’ mine Green Day: American Idol Doors: Roadhouse blues White Stripes: Seven nation army Underworld: Born slippy Coldplay: In my place Main band on stage: Negramaro. Pubblicato alle 07:38 p. Gio - Maggio 29, 2008Abdul and Cleopatra.Because she's still the one, oh oh
oh...
Genio amatissimo qui in casa Pranelli, Jonathan Richman mi ha regalato canzoni fantasiose, pomeriggi di dirette in radio, e la mia donna. Cheers. Musicista Disbanded #1. Pubblicato alle 12:48 p. Lun - Aprile 28, 2008Edizione straordinaria. Coldplay gratis.Da domani singolo e concerti dei Coldplay
agggratis.
“Violet Hill”, il primo singolo dei Coldplay dal nuovo album “Viva La Vida or Death And All His Friends” sara' disponibile in download gratuito dal loro sito per una settimana a partire da domani, 29 aprile alle 13:15. A quell’ora il singolo avra' il suo primo passaggio in radio e sara' contemporaneamente reso disponibile gratuitamente dal loro sito, una settimana prima dell’uscita digitale ufficiale. L’uscita digitale convenzionale sara' a pagamento a partire dal 6 maggio. Contemporaneamente, sul sito ci saranno i primi dettagli dei due concerti gratuiti che la band terra', uno a Londra e uno a New York. I concerti gratuiti sono: LONDON BRIXTON ACADEMY 16 GIUGNO e NEW YORK MADISON SQUARE GARDEN 23 GIUGNO. Controllate per i dettagli su come vincere i biglietti ma non contattate le venue visto che non ci saranno biglietti in vendita disponibili. Il nuovo album dei Coldplay “Viva La Vida or Death And All His Friends” uscirà il 13 giugno e avra' dieci tracce nuove prodotte da Brian Eno e Markus Dravs. LIFE IN TECHNICOLOR CEMETERIES OF LONDON LOST! 42 LOVERS IN JAPAN/REIGN OF LOVE YES VIVA LA VIDA VIOLET HILL STRAWBERRY SWING DEATH AND ALL HIS FRIENDS Pubblicato alle 11:09 m. Dom - Marzo 16, 2008SMS: MGMT DMOSXSW. Ultimo segnale.Dal nostro consueto inviato Luca Cifra de Gennaro
nel posto piu' live del mondo.
SMS di Cifra mentre lascia SXSW. ''Time To Pretend'' dei MGMT pezzo del momento e defining moment del SXSW quest'anno.'' Ci trova d'accordo e pure FDL sembra, forse, e dico puo' darsi, essere d'accordo pure e anche lui ma non e' detto che non e' che di musica ci capisca poi tanto e pero' ci prende qualche volta, ma non sempre. Cifra di piu': ''Ogni anno c’e’ un "Defining moment" alla SXSW, quel momento in cui senti che sei al posto giusto mentre sta succedendo la cosa giusta. Questo e’ stato il momento in cui gli MGMT hanno eseguito "Time to pretend" di fronte al pubblico di Stubb’s, venerdi’ sera alle 22,15. "I’m feeling rough, I’m feeling raw, I’m in the prime of my life. Let’s make some music, make some money, find some models for wives", dice la canzone, hit assoluto di questa edizione del SXSW. Un testo che riassume lo spirito di molte delle 1700 bands che hanno calcato gli 81 palchi della conference in questi 4 giorni. Siamo giovani, siamo rozzi, vogliamo suonare, fare un po’ di soldi e sposare le modelle. Piu’ candidi di cosi’. Nel pomeriggio uno showcase della Mercury Records al The Parish aveva ospitato la prima performance americana di Duffy, biondina gallese con una voce straordinaria e molto brava sul palco, destinata a diventare la Amy Winehouse di quest’anno (ma senza la droga). A cena ci siamo trovati insieme, tra gli altri, a Perry Farrell e sua moglie. Lui, che ha sempre capito in anticipo come funziona l’industria della musica, e che con i suoi Satellite Party era stato protagonista di uno dei concerti piu’ divertenti della passata edizione del SXSW, ci ha raccontato che ormai non fa piu’ concerti e tournee ma "parties" par chi lo chiama. Pochi giorni fa, ad esempio, ha suonato alla festa dello stilista Marc Jacobs a Chicago ("He is always very generous"). Visto l’iper affollamento del venerdi’ sera la decisione comune e’ stata quella di piazzarsi da Stubb’s, che comunque e’ il club piu’ accogliente di Austin, e stare tutta la sera li’. Siamo arrivati nel mezzo del concerto di Santogold, di Brooklin, nuova sensazione della dancehall mescolata a reggae funk hip hop e punk. Molto M.I.A., per intenderci. Poi MGMT, giovani carini e promettenti con la loro formula che mescola cose del passato, da Led Zeppelin a Queen a U2 e mille altre influenze, ma in un modo originale e non scontato. Di seguito i mediocri Cribs, l’ottima Sia e un finale superfunk con i N.E.R.D. Il mio amico Dan, che invece ha provato a girare gli altri club, mi ha scritto: "Ho provato a vedere i Vampire Weekend ma c’era una coda di 200 persone e non si riusciva ad entrare. Allora sono andato dai Cool Kids ma c’erano altre 100 persone in fila, e alla fine me ne sono andato a dormire". In chiusura tante cose si potrebbero dire, in positivo ed in negativo, di questa ventiduesima edizione del SXSW, come sempre specchio di cio’ che succede, nel bene e nel male, nel mondo della musica. Ci piace pero’ chiudere con le parole di Mick Jones durante l’incontro pomeridiano al Convention Center, dove ha tirato fuori il suo senso dell’ umorismo ("L’unico problema dell’i Pod e’ che non ci puoi rollare sopra un joint" ed il suo eclettismo ("Se volete possiamo parlare di televisione, o anche dei Television, quelli di Marquee Moon"), ed ha concluso dicendo: "Non ho grandi aspettative, in realta’. Se capita il peggio, ce lo dobbiamo aspettare. Se capita qualcosa di buono, e’ un bonus. Il futuro non e’ scritto". See you next year.'' Luca. Pubblicato alle 07:36 p. Ven - Marzo 14, 2008South By Southwest 2008 - day 3Dal nostro consueto inviato Luca Cifra de Gennaro
nel posto piu' live del mondo.
"Thank you for everything". Glie-l’ho-detto. In mezzo ad un club strapieno e sudato, all’una e mezza di stanotte. Glie- l’ho-detto, a Mick Jones, che lo ringraziavo di tutto. E lui ha sorriso e mi ha stretto la mano forte mentre con l’altra mano reggeva la chitarra con la quale aveva appena finito il concerto dei Carbon Silicon nella serata sponsorizzata, guarda un po’, dalla rivista "Clash Magazine", che peraltro non e’ una fanzine dedicata al culto della band omonima. Per il secondo anno di fila al SXSW ho visto sul palco un ex Clash (l’anno scorso c’era Paul Simonon con The Good The Bad and The Queen), ed e’ sempre una emozione, anche se le canzoni dei Carbon Silicon in realta’ sembrano pallide imitazioni di quelle della ex band di Mick Jones. E’ stato il clou di una serata di alti e bassi. Molto belli i concerti, molto brutte le attese sempre piu’ lunghe e le code sempre piu’ snervanti. La SXSW sta decisamente mostrando segni di cedimento organizzativo. Il concetto di entrare e uscire velocemente da tanti club per vedere tante bands e’ saltato definitivamente per eccesso di gente e di offerta. Non sono riuscito a vedere i MGMT (spero di rifarmi stasera) perche’ la coda era troppo lunga e il locale gia’ pienissimo mezz’ora prima dell’inizio. Ho aspettato un’ora e mezza in piedi per i Carbon Silicon ma era l’unico modo per non perderli, e per la prima volta il tempo di attesa dei concerti ha superato di gran lunga il tempo dei concerti stessi. Brutto segno. La serata e’ cominciata con un po’ di artisti impegnati socialmente, uniti per promuovere il documentario "Body of war", storia del soldato americano Tomas Young rimasto paralizzato mentre combatteva in Iraq. Lo stesso Young era sul palco con la madre mentre si alternavano le performances di Ben Harper insieme a Tom Morello, Billy Bragg, Serj Tankian e altri. Oggi presentano il film in un teatro di Austin. Poi Vinicio Capossela ha conquistato il pubblico del SXSW con una performance esaltante. Se continua cosi’ non c’e’ dubbio che possa riuscire a conquistare, qui in USA, il pubblico di bands come Devotchka e Gogol Bordello, amanti del meticciato musicale festaiolo. Bravissimo ed efficace sul palco, e’ pronto per festival come Bonnaroo e Coachella. Complimenti. "The italian minotaur invites you to join the Austin rodeo", ha detto. Delizioso. Poi Yo La Tengo, padri del college rock da una ventina di anni, sempre bravi. E in finale di serata gli ottimi Pigeon Detectives, accattivanti e punkettosi. Stamattina interessante incontro con una serie di prestigiosi programmatori, da Alexandra Patsavas, responsabile delle scelte musicali di Grey’s Anatomy, a Lynn Grossman che fa la stessa cosa per Dr.House oltre a dirigere una agenzia che gestisce sincronizzazioni musicali con film e pubblicita’, fino al veterano dj Norm Winer, da 30 anni alla radio rock di Chicago WXRT, e Jim Pitt, che seleziona gli ospiti musicali del Conan O’Brian Show. Questi professionisti, che sono anche grandi lobbisti, hanno pero’ dimostrato che esiste ancora, per gli artisti, anche nuovi ed indipendenti, una chance di essere ascoltati e valutati per il loro talento e non solo perche’ hanno "una canzone efficace nei primi 20 seccondi", come diceva il tizio di Rhapsody. Winer ha detto che la sua radio e "artist centrica", cioe’ considera l’artista per il suo percorso e non per una singola canzone. La Patsavas, che dirige anche l’etichetta Chop Shop, dice che spesso per Grey’s Anatomy sceglie pezzi che non sono i singoli, quindi qualcuno che ascolta e valuta bene gli album esiste ancora, cari giovani artisti. E veniamo al programma di concerti che vorremmo seguire stasera, sempre considerando le code e i ritardi. Vampire Weekend Tapes ’n’ Tapes Nada Surf The Fashion J Mascis Thurston Moore Santogold MGMT Sia N.E.R.D. Daniel Lanois E poi ci sono anche gli X. Vecchi eroi del punk losangelino, e Moby. A proposito di Moby, la sua presenza qui fa capire molto bene le nuove frontiere della gestione degli artisti sul mercato. Lui ha partecipato ad un incontro martedi’ scorso durante il SXSW film festival, e stasera fa un concerto "ufficiale", per promuovere il nuovo album. Tutto cio’ e’ promozione pura e Moby non viene pagato per farla. Nessuna band prende un cachet per suonare al SXSW, anzi, le band o le loro etichette sostengono tutte le spese. Nel frattempo, pero’, Moby e’ rimasto a Austin ed ogni giorno fa qualcosa per qualche azienda, lautamente ricompensato. Ieri pomeriggio ha suonato al quartier generale della Levi’s, duettando con Lou Reed su "Walk on the wild side", e ieri notte ha fatto un dj set al party di Playboy. Anche se Moby non ci sta particolarmente simpatico, riconosco che questa e’ la strada: fatti la tua promozione nei posti giusti, e finanziatela facendoti dare la grana vera dalle aziende che investono sulla musica. Questo ci insegna piu’ di tanti dibattiti sul futuro del music business. Seeya later. Pubblicato alle 08:38 p. South By Southwest 2008 - day 2Dal nostro consueto inviato Luca Cifra de Gennaro
nel posto piu' live del mondo.
Per la prima volta in 5 anni ho, dopo il primo giorno di SXSW, un sentimento un po’ pessimista. Credo che, all’interno dello sfacelo dell’ industria musicale globale, una enorme conferenza come questa dovrebbe provare ad esplorare nuove soluzioni. Invece mi sembra che ormai la maggior parte delle persone che affollano Austin sia qui per far casino, girare da un party all’altro a tutte le ore e mettere i drinks in nota spese finche’ si puo’. Ci sta pure che una fiera del rock’n’roll abbia la sua parte di bordello, e il fatto che la SXSW sia ormai considerata come meta di vacanza musicale da parte di flotte di studenti di tutta l’America e’ senza dubbio un bene. Ma quando senti uno come Rob Glaser, fondatore di Real Networks e Rhapsody, che da 15 anni e’ considerato un grande innovatore nel campo della distribuzione digitale della musica, che di fronte a una platea di addetti ai lavori sostiene che oggi un artista deve avere "Una canzone che sia attraente nei primi 20 secondi", cosi’ puo’ essere attraente per essere scaricata su telefonini o usata come suoneria, viene da pensare: Ok, ma allo sviluppo degli artisti qualcuno ancora ci pensa? E nessuno dice niente? Glaser ha parlato del suo concetto di "Juke box in the sky", dell’effetto "Long tail" del suo business e della paura del cambiamento che hanno le major del disco. Ok, roba gia’ sentita gli anni scorsi. E poi? Ieri sera ho visto 9 concerti, e il bilancio finale e’ che sul palco i vecchietti se la cavano molto meglio dei giovani. "Gli manca l’esperienza", mi dice un manager di L.A.. Well, ok, ma la prima volta che abbiamo visto i Ramones anche a loro mancava l’esperienza, ma ci hanno rivoltato lo stomaco forever. Visti: Daryl Hall. Maestoso. Elegante. La miglior voce del Blue Eyed Soul di sempre, grande band e sorrisi sul palco. Lightspeed Champion. Il disco mi era piaciuto ma sul palco non iaa fa. Bonnie Bramlett. Sta agli USA come Iva Zanicchi starebbe all’ Italia se ancora facesse concerti. Una sciura vecchia ma con una voce da paura, che quando attacca "Love the one you’re with" di Stephen Stills lascia tutti senza fiato. Questa tizia anni fa aveva Clapton come chitarrista della sua band. Oddio, non so chi fosse il chitarrista della Zanicchi, ma fa lo stesso. Chris Bathgate. Come cazzo fanno a farci stare dieci musicisti, con fiati, violino e contrabbasso in un palchetto cosi’ minuscolo? Country casinista divertente ma insomma. Be Your Own Pet. Cantante carina bionda ( la prima delle 3 della serata ), punkettino tipo Blondie 30 anni fa ma piu’ veloce e comunque gia’ sentito. The Slits. Proprio loro. Ancora truccate come allora, vecchiette ma con 3 nuove tipe a chitarra tastiere e batteria. Bel reggae punk d’epoca indirizzato contro i potenti di oggi, mettendoci dentro pure Obama e Hillary. "Kill them with love". Non credevo ci stessero ancora dentro cosi’ bene. The Ting Tings. Seconda cantantina bionda carina. Bravi e grintosetti. Questi iaa possono fa’. Pero’ basta con sti gruppi in cui ci sono solo due sul palco alla White Stripes e il resto sono basi. The Duke Spirit. Terza biondina. Beh, se ne parla tanto ma alla fine niente de che. Una formula alla Patti Smith riveduta e corretta malino. Per strada il gruppo The People’s Party si e’ attrezzato un camion modernissimo che si apre e viene fuori il palco con amplificazione incorporata. Suonano davanti ai locali dove c’e’ piu’ coda, per la gente che deve entrare. Poi si spostano. Passando da un club all’altro ho incrociato qualche minuto delle performances di altre due band non male: Ra Ra Riot e Earlimart. Stamattina Lou Reed, intervistato da Hal Willner, ha aperto ufficialmente la SXSW come "Keynote speaker". Quasi tutto il discorso e’ stato sul film che Julian Schnabel ha tratto dal concerto di Berlin. Reed, presentato dal direttore del SXSW come esempio di integrita’ artistica, ha parlato di quando Berlin fu usato dai suoi managers in una causa contro di lui come prova del fatto che non poteva lavorare senza di loro, se no avrebbe prodotto dischi di scarso successo come quello. Ha definito il rock come "Emotional music", ha recitato con la sua voce inconfondibile il testo di "Rock minuet", ha detto che "La tecnologia ci sta rendendo piu’ semplice fare le cose peggio" e ha incoraggiato tutti gli artisti a tenersi strette le edizioni della loro musica, perche’ quello e’ il vero valore che non si deve cedere. "Don’t give up the publishing". Seymour Stein, uno dei grandi discografici della storia, ha tenuto un discorso pieno di aneddoti sugli artisti che ha scoperto e lanciato sulla sua etichetta Sire, dai Ramones ai Talking Heads, da Madonna agli Smiths, passando per Mick Farren and The Deviants, Dead Boys e Echo and The Bunnymen. Stasera il mio personale programma prevederebbe i concerti di: Body of War: progetto strano con dentro Tom Morello, Ben Harper, Serj Tankian e altri tra cui si mormora anche Eddie Vedder. Vinicio Capossela Yo La Tengo MGMT Kaki King Carbon/Silicon Devotchka Perry Farrell Fastball ( si, quelli di "The way", che sono proprio di Austin. Quelli preferiti in casa M-O-D soprattutto dal IT dpt Giulia ) e se ci scappa anche Dizzee Rascal. Ma naturalmente tutto cambiera’ in corsa, come sempre. Ieri splendeva il sole, oggi fa brutto e c’e’ la nebbia. Ho trovato le Converse per i bambini, fighissime. E stamattina ho fatto colazione da Starbucks seduto accanto a Billy Bragg. Bye from Texas. A Domani. Pubblicato alle 01:35 p. Mer - Marzo 12, 2008South By Southwest 2008 - day 1Dal nostro consueto inviato Luca Cifra de Gennaro
nel posto piu' live del mondo.
Rieccoci qui, nella Disneyland del rock’n’roll. South by Southwest Music Conference (SXSW ) ad Austin, Texas: l’appuntamento piu’ grande ed importante dell’anno per le persone che lavorano nel mondo della musica. Ormai i rituali sono gli stessi ogni anno. Anche stamattina ero il secondo nella fila per il ritiro del badge, il che significa arrivare al Convention Center alle 9 mentre la "registration" comincia alle 10. Molti voli internazionali per Austin fanno scalo ad Atlanta, il che significa che, come sempre, il volo Atlanta-Austin di ieri sera fosse pieno di tipi bizzarri. Dietro di me 2 irlandesi ubriachi parlavano a volume altissimo e cantavano a squarciagola bevendo in continuazione. Davanti, due danesi rasta che suonano in una band che fa, a detta loro, "Bastard Ethno". Ok, ho capito, altri figli di Gogol Bordello e Devotchka. La SXSW cresce ogni anno, questa volta siamo arrivati a 1700 concerti previsti nelle prossime 4 serate in 81 clubs della citta’. Come sempre c’e’ chiunque sia qualcuno nel mercato musicale odierno. Una valanga di nomi nuovi ma anche piu’ "veterani" degli anni scorsi. Il "Keynote speaker", cioe’ l’ospite d’onore che come ogni anno apre ufficialmente la convention, come negli anni scorsi hanno fatto Pete Townshend ( 2007 ), Neil Young ( 2006 ), Robert Plant ( 2005 ) e Little Richard ( 2004 ), questa volta sara’ Lou Reed, che domani mattina incontrera’ i delegati del SXSW intervistato da Hal Willner. Joe Gross, critico del quotidiano Austin American Statesman, stamattina scrive: "I fondatori del SXSW e tutti coloro che vi partecipano hanno avuto la loro vita cambiata dai Velvet Underground o da altre bands la cui vita era cambiata a causa dei Velvet Underground". Questo da’ a Lou Reed una buona ragione per essere qui. Tra gli altri "grandi vecchi"che suonano stasera il grande appuntamento e’ quell con i R.E.M., per la prima volta al SXSW. Il critico Michael Corcoran ha scritto: "Nei primi anni del SXSW, che comincio’ nel 1987, meta’ delle band che si esibivano cercavano di assomigliere ai R.E.M.". E poi ci sono Van Morrison, Daryl Hall, Bonnie Bramlett, Daniel Lanois, i Lemonheads, Billy Bragg, e le Slits ( ma sono ancora vive? ). Quest’anno c’e’ molto piu’ spazio per l’ hip hop, con alcune serate a tema e personaggi come Ice Cube e Del The Funky Homosapien, e alla musica contemporanea d’avanguardia, con Steve Reich che ha messo insieme una serata in una chiesa e domani incontrera’ il pubblico intervistato da Thurston Moore dei Sonic Youth. Il programma della mia serata prevede il tentativo di vedere la maggior parte dei seguenti concerti, saltabeccando come un pazzo da un locale all’altro: Daryl Hall Simian Mobile Disco These New Puritans Lightspeed Champion Sons & Daughters Witch ( con J. Mascis alla batteria ) The Ting Tings The Duke Spirit The Slits The Lemonheads Be your own pet The Black Keys Bonnie Bramlett Daniel Lanois Peter Moren Chris Bathgate R.E.M. Considerando che il concerto di questi ultimi sara’ strapieno gia’ da ore prima, ma alla stessa ora c’e’ altra roba molto interessante. Quest’anno ci sono ben 5 artisti italiani al SXSW. Dopo che negli anni scorsi si sono fatti vedere da queste parti Carmen Consoli ( 2004 ), Avion Travel ( 2005 ), Linea 77 ( 2006 ), Afterhours e Hormonauts ( 2007 ), questa volta tocca a Canadians, The Second Grace, Vanilla Sky, Bloody Betroots e Vinicio Capossela. Alla faccia della musica italiana non esportabile e dei soliti 3 o 4 nomi che si fanno sempre quando si parla di mercato estero. Carmen, da quando ha suonato qui, sta lentamente conquistando gli USA e ha appena terminato l’ennesima trionfale tournee, Vinicio si sta facendo strada e gli altri hanno tempo ed energia per puntare dritti a questo mercato. Ok, mi butto. Ho portato le scarpe piu’ comode che ho, perche’ tra tutti i concerti si cammina, e a proposito di scarpe, tra tutto questo casino devo trovare la cosa piu’ importante: le Converse All Stars per i miei figli, che se torno senza mi ripudiano come padre. Mi direte, le trovi anche a Milano. Si, ma vuoi mettere poter dire me le ha portate il mio papa’ dall’ America? E poi ragazzi, con il dollaro debole qui costa tutto meno. Rimanete sintonizzati qui per i prossimi aggiornamenti. Pubblicato alle 08:53 p. Lun - Febbraio 25, 2008Alta Fedelta' Alta Genialita'.Alla faccia di Sanremo e alle orecchie di chi
l'ascolta.
Stasera inaugurazione di Sanremo. E Sky Cinema Mania regala (insomma regala...) a tutti noi e a chi non ascolta Sanremo, Alta Fedelta' dal libro di Hornby. Fanculo, geniale. Grazie. E non mi indurre in tentazione e liberami dal male amen. A Jimi, a Jim, a Janis, a Bob, a John, a George, a Joey, a Joe e alla nostra Rita. Cin, in culo. Al sole che sorge, al vecchio Dom a nickesteve! Let's get this party started. Manco Mollica c'e'. Pubblicato alle 09:55 p. Lun - Gennaio 21, 2008Le strategie di David Byrne per emergenti e star.Una bella testa da' ottimi consigli sul music
business.
In un dettagliato articolo di WIRED, David Byrne fa il punto della situazione del mercato discografico.Cose semplici, di buon senso, ma incredibilmente avanti rispetto a quel che sembrano pensare i capoccia del settore. ''What is called the music business today, however, is not the business of producing music. At some point it became the business of selling CDs in plastic cases, and that business will soon be over. '' Il business di oggi non e' piu' produrre musica ma vendere cd in scatolette di plastica. E questo tipo di business sara' presto morto. Ma questa per la musica non e' da cosnsiderarsi una brutta notizia. Anzi. Soprattutto per i musicisti, che non hanno mai avuto cosi' tanti mezzi per raggiungere la loro audience come oggi. Prima di elencare sei possibilita' di business per i nuovi artisti, Byrne ci tiene a definire chiaramente che cosa e' la musica e cosa vuol dire produrla. ''In the past, music was something you heard and experienced — it was as much a social event as a purely musical one. Before recording technology existed, you could not separate music from its social context. Epic songs and ballads, troubadours, courtly entertainments, church music, shamanic chants, pub sing-alongs, ceremonial music, military music, dance music — it was pretty much all tied to specific social functions. It was communal and often utilitarian. You couldn't take it home, copy it, sell it as a commodity (except as sheet music, but that's not music), or even hear it again. Music was an experience, intimately married to your life. You could pay to hear music, but after you did, it was over, gone — a memory. Technology changed all that in the 20th century. Music — or its recorded artifact, at least — became a product, a thing that could be bought, sold, traded, and replayed endlessly in any context. This upended the economics of music, but our human instincts remained intact. I spend plenty of time with buds in my ears listening to recorded music, but I still get out to stand in a crowd with an audience. I sing to myself, and, yes, I play an instrument (not always well). We'll always want to use music as part of our social fabric: to congregate at concerts and in bars, even if the sound sucks; to pass music from hand to hand (or via the Internet) as a form of social currency; to build temples where only "our kind of people" can hear music (opera houses and symphony halls); to want to know more about our favorite bards — their love lives, their clothes, their political beliefs. This betrays an eternal urge to have a larger context beyond a piece of plastic. One might say this urge is part of our genetic makeup.'' In chiusura d'articolo cala la carta che spiega il perche' alla fine siamo cosi' legati alla musica. ''Ultimately, all these scenarios have to satisfy the same human urges: What do we need music to do? How do we visit the land in our head and the place in our heart that music takes us to? Can I get a round-trip ticket? Really, isn't that what we want to buy, sell, trade, or download?'' Grazie Byrne. Grazie WIRED e grazie FDL che ci segnala quanto segue: ''si è rimangiato tutto ieri pomeriggio, solo per far dispetto a te... ;-))'' David Byrne Corrects His Wired Claims Giving us another reason to love him and his silvery locks, David Byrne used his blog to clarify and refine claims he made about home recording and the music industry in a Wired article (no, not the one with Thom). In the post, he notes that after the Wired piece ran, he received letters from two Canadians -- Jane Siberry (now called Issa?) and ex-Arcade Firer, current studio co-owner Howard Bilerman -- suggesting home recording's not as inexpensive as Byrne makes it sound, that most folks still use an engineer, musicians still often need advances to record if they don't own all the expensive home equipment, etc. Byrne, admitting he too isn't entirely DIY, prints their letters, along with his responses that "in general, though I exaggerated too much in the Wired piece, the costs have indeed come down dramatically." Makes sense he'd be honest, dude does swear on. Pubblicato alle 06:54 p. |
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