Miracolo a Milano.
Sono un miracolato a Milano. Sono uno di quei 100.000 che stavano a San Siro il 27 giugno dell'ottanta. Concerto di Bob Marley.
Pensare che a quella magia ho potuto assistere solo per un colpo di fortuna. O un miracolo? Quella mattina uscii di casa senza biglietto nè soldi, ma con l'assurda convinzione che se mi fossi presentato al pullman organizzato da Punto Radio, storica emittente di Roma, avrei 'svoltato' un passaggio a Milano, e forse pure un biglietto, che se non sbaglio erano pure esauriti. Fatto sta che grazie all'amicizia col dj reggae di Punto Radio, Giorgio Battaglia, mi ritrovai sul pullman con un biglietto omaggio avanzato. Il concerto di Ciotti, il primo di quel lungo pomeriggio, non me lo ricordo. Mi ricordo una chitarra blues che s'insinuava nella mia pennichella, sopraggiunta dopo ore di sole cocente e di nubi di marijuana.
Mi risvegliai sulle ultime canzoni di Pino Daniele. Dopo aver accertato di non aver perso posizioni rispetto al palco, eravamo in trentesima (?!?) fila davanti, leggermente sulla sinistra rispetto all'asta del microfono di Bob Marley, mi lanciai nel funky degli Average White Band. Non fu lo stesso per molti altri del pubblico che subito iniziarono a rumoreggiargli contro per l'impazienza di vedere Marley. Una mela, (o fu una rosetta alla mortadella?) colpì una delle coriste degli AWB in pieno petto, una tetta apparve e gli Average White Band scomparvero.
E tra il tramonto e la notte arrivarono gli Wailers, le I Threes di Rita Marley, e lui, folletto leggero in precario equilibrio su un piede solo, Bob Marley.
Non ricordo nè con che iniziarono, nè il resto della scaletta. Ricordo però che cantai 'No Woman No Cry' con le lacrime agli occhi e a squarciagola, regalando alla registrazione di Punto Radio, una versione 'sarda' inascoltabile, e maledetta ad ogni messa in onda dai ragazzi di Punto Radio, dai suoi ascoltatori, e da me medesimo. Tutti comunque cantavamo e ballavamo, tutti ci sentivamo amici e fratelli. Marley sembrava cantasse solo per te, ma allo stesso tempo anche per gli altri migliaia. Roteava la testa e sembrava che da ogni suo ciuffo crespo si sprigionassero scariche elettriche che ti colpivano al petto facendoti dondolare su un piede solo come lui sul palco. Intorno uno sterminato campo di teste si muoveva in levare come un' unica onda lenta. Chiudevi gli occhi e lui stava al tuo fianco a ballare insieme a te i suoi Wailers, a cantare con te le sue I Threes. Guida spirituale e discepolo al tempo stesso. Star della musica e amico da sempre.
Poi arrivò 'Redemption Song'. Marley la suonò acustica, o questa fu l'impressione che ebbi allora, e il ricordo che ne ho ora è che comunque lui fosse da solo. Tremendamente da solo. Sulle gradinate a destra, all'ultimo anello in alto, qualcuno aveva acceso un falò. Esattamente quando iniziò la canzone, la luna, tonda, rossa, apparve, a far da contro canto con una intensità toccante.
Dopo la sua morte mi son sempre chiesto se quel giorno a Milano, lui già conoscesse il suo destino. Il ricordo di quella canzone, suonata così, in quella maniera, quella scena, mi lasciano il sospetto che lui avesse intuito già tutto. E che da solo ci stesse salutando ad uno ad uno.
"Won't you help to sing, these songs of freedom cause all I ever had, Redemption songs all I ever had, redemption songs these songs of freedom, songs of freedom."
Penso che molti della 'tribù' dei 100.000', come ci chiamò la stampa allora, tornarono a casa più belli, quella notte. PS: Ancora oggi mi capita di vedere appiccicato a qualche vecchia auto o su valigette di fotografi o dj l'adesivo di quel concerto, da tutti i possessori esibito con fierezza, rispetto e gelosia. Anch'io ce l'avevo attaccato alla mia vecchia e brutta R4 (come poteva essere un'altra?) su cui un giorno, per un altro caso fortuito, si pigiarono dentro Junior Marvin e alcuni Wailers con i loro strumenti per attraversare una Roma soffocata dal traffico e dal caldo. E sulla mia R4 si aprivano solo i mezzi finestrini anteriori, io parlavo solo un inglese mimico e l'unica canzone che mi veniva in mente da canticchiare era Tomorrow People di Ziggy Marley. Ma questa è un'altra storia.