
Poesia filmata per Cadbury Flake. Musa: Kate Moss per Alexander McQueen.
Beuaty!
Agency: Fallon
Production Company: Home Corp
Director: Baillie Wals
VFX: Framestore
Fallon reinvents Cadbury’s Flake with a breathtaking new commercial that eschews the 50 year old ‘Flake Girl’ idea in favour of visually encapsulating the chocolate’s beauty and delicacy. Directed by Home Corp’s Baillie Walsh, the ad sees a striking abstract form undulate like a magical underwater creature. But said ‘form’ turns out to be Russian model Yulia Lobova wearing a 200 metre-long yellow dress by couture designer Antony Price.
Yulia was suspended on a slowly rotating harness and shot against a black background on 35mm film at 150 fps as a fan created dramatic movement in her dress and hair. Framestore’s compositing team spent 3 weeks carefully painting out the harness and further darkening the background. They also crafted finishing touches like lens flairs and reworked the purple powder to create a truly sumptuous piece of art. The Flake wrapper was created in CGI using cloth simulation so the pack shot could continue the fabric theme by draping over the real Flake.

Wrangler. I miei preferiti since bambino. Ecco perché mi strapazzano.
- Agency: Kokokaka, Gothenburg
- Interactive Production Company: Kokokaka
- Production: Kokokaka
- Director: Petrovsky & Ramone
- Director of Photography: Axel Lindahl

Ci bagnamo per questo spot. Per il concetto, per come è girato, per i tempi, per il cast (hey, “famiglia Barilla” quando diventerai così), per il music supervising. Gioiello di cifra creativa da seguire. DIstante miglia dai fighettismi trendini che ci ostiniamo a copiare. Male.
Agency: Red Brick Road, London
Agency Producer: James Faupel
Creatives: Matt Lee and Pete Heyes
Director: Patrik Berg
Production Company: Partizan, London
Producer: Jenny Beckett
DOP: Mark Silk
Edit: Dave Webb @ Final Cut
Music: Edith Piaf “Milord”

Come una giornata di primavera a dicembre, questo annuncio ci ha lasciato senza parole. E così il primo testimonial mendicante.
Sinceri auguri a lui per il fine mese.

Tonara, dove la Sardegna è ancora vera, donne e uomini veri offrono non solo casa, ma tutta una via, al grande Joe. Mutu e buffa.
A Joe, ‘azzu dialu.
Grazie Delu e grazie Inkiostro.

Che cos’è un momento? Non lo so. Forse per me quello al secondo minuto e 50 secondi di questo bel video di Will Hoffman presentato da Radiolab e ispirato al libro SUM: Forty Tales from the Afterlives. Ci piace anche la descrizione della mission di Radiolab.

Ecco un ottimo esempio di music supervising. Togli la marcia nuziale (mai pensato a come suona militaresco il termine? E pure la musica non scherza.) e metti un bel balletto nuziale.

A Parigi, dopo l’incrocio tra Avenue Parmentier e De La Republique, la Rue Oberkampf all’incrocio con Rue Saint-Maur si allarga in una piazzetta, dove uno dei due muri di quinta è occupato da uno spazio affissione dedicato dal comune a opere d’arte in versione poster 6×3. Questa settima il muro ospita il manifesto in foto con al centro il grande Joe Strummer. Commovente è tutto dedicato ai nostri morticini preferiti. Ne mancano alcuni, tipo Bob Marley e Janis Joplin, John Lennon, Keith Moon ecc. Qualcuno il giorno dopo lo scatto ha aggiunto anche il nome di Prince (e mica sbaglia vista la morte artistica del genietto. Ma allora quali altri “morti-viventi” tipo Sting o, come scrittura, Springsteen girano?). Perché Poch ha raffigurato questi morti e non altri?
Io comunque ho dei dubbi sull’identità di due mortini. Chi se la sente di elencarli tutti? E chi avreste raffigurato in più o in meno?
Il lavoro è stato anche uno dei protagonisti della mostra “Born In The Street” ospitata nella fondazione Cartier.
Grazie, e in culo, al sole che sorge, a Joe.

Cosi, tanto per metterci sullo stesso piano del nostro papi ciulo ciulo, visto che lui non riesce a stare al nostro livello: “Fatto un papi, fatto pure l’altro.” E ora a tavola. Finalmente se magna. “eccheculo!”, “cazzo non si dicono le parolacce!”. “Ma io l’ho scritta, mica l’ho detta, bucaiola!” “Ah, vabbe’. Burp.”
“Ao’, se famo pure du poppe, eh;-)” “Oh sì, così facciamo traffico..”