Prison Break e Flash Back


Terza serie al via e ricordi dal Giappone.



Lunedi la prrima puntata della terza serie di Prison Break. Ancora non l'abbiamo vista. Ma giorni fa, a Tokyo, al Shibuya abbiamo visto proprio i due fratelli protagonisti della serie.
Siamo andati in quel quartiere per far visita ad una serie di negozietti di dischi e al piu' bel negozio di merce varia al mondo.

Negozi di dischi. (Shibuya zona Udagawa-Cho)
A parte le grandi catene come HMV, Tower (che solo li godono di ottima salute) e quelle giapponesi come RECOFAN o Disk Unions, i negozi di dischi sono raramente a livello strada, con delle normali vetrine e insegne. No. Sono quasi tutti lungo corridoi e ballatoi ai piani di qualche palazzetto piu' o meno accogliente. Quella palazzina ce li ha tutti al quarto, quel brutto cubo a mattoni, su un ballatoio al terzo e al quinto, ma al sesto c'e' anche un negozietto jazz. Andarci, e soprattutto scovarli, richiede un attento studio su internet, sulle mappe catastali della prefettura, riunioni in strada con abitanti della zona, riunioni di condominio con quelli del palazzo che la mappa ti indica come quello giusto, ma tutti negano che possano esistere negozi di dischi li dentro, poliziotti di quartiere, saggi zen e goniometri satellitari. Ma alla fine, quello che ti aiuta veramente e risolve. e' il tuo fiuto per l'odore di vinile di seconda mano, lui solo ti salvera'. E scoprirai il paradiso del vinile. Quello scomparso da ogni vaschetta del mondo. Quello che in un vortice da buco nero e' arrivato tra queste strette mura.
Allora, il negozio e' di solito di 5 metri per uno e mezzo/due. Non ci si entra in piu' di tre persone commesso incluso. Sono entrato in uno con Giulia e dopo due minuti si sono affacciati sulla porta altri due clienti che visto il pienone hanno scelto l' ''ok ripassiamo dopo''. In uno di reggae, Jammers Records, il proprietario regolarmente nero e grosso stava imbottendo di rock steady d'annata un giovane giapponese (anche lui grosso e non giallo-ma perche' li hanno sempre chiamati 'gialli'? Non lo sono). Uno dopo l'altro suonava 45 giri bellissimi, dopo averli puliti, secondo lui, col bordo della sua maglietta sporca di polvere elettrostatica di vinile. Ne sono scappato dopo aver preso solo tre 45 giri pagati come 20 ellepi. Ma me ne ha regalato due in omaggio, perche' ''Bra', dis is killa man, killa!''. Avrei preso tutto il negozio, ne avessi avuto coraggio, e soldi.

Giulia intanto va a farsi le unghie ad aerografo rosse sfumate a rosa e con brillantini applicati sopra, in un altro sgabuzzino, allo stesso piano. e io entro nel prossimo monolocale. Seconda mano di Funk, Soul. Mentre metto da parte ''Young, Gifted and Black'' di zia Aretha, faccio mettere sul piatto un vecchio vinile di Jimmy Smith ''Hoochie Cooche Man'' su Verve. Non so se ci sono sopra piu' note di Hammond o graffi, ma ha un cartone che puzza di seconda mano come pochi. Lo prendo. L'odore dei dischi di seconda mano in Giappone e' diverso. C'e' sempre una nota di odore di paglia o foglie secche, dovuto all'odore del tatami delle case, probabilmente. Ma poi senti anche il miso e quell'odore di vapori di cucina orientale. Tutto unito al solitoodore di muffa, umido, fumo e bevande appiccicose. Scendiamo di un piano. Il monolocale questa volta sembra piu' ampio, ma e' solo arredato meglio con un tocco lounge. La proprietaria di Apple Crumble records, Toshiko Matsumoto, e' una esperta di indie rock e ha stipato le sue vaschette di ellepi e 45 di indie '80 e '90. Molto simpatica, alla nostra domanda su quale gruppo o artista giapponese rappresentativo in ambito rock comprare, scuote la testa e ci dice di lasciar perdere. In compenso ci regala due biscottini giapponesi Glico.Vabbe', sono gia' soddisfatto dei vinili presi e rimando le vaschettate alla zona di Nishi-Shinjuku. Qui ci sono una ventina di negozi e negozietti sparsi lungo una via,Shinjuku Nishiguchi e le sue traverse. Ogni negozio e' specializzato in qualcosa: Beatles, British Rock, Punk Hardcore, Jazz Latin Brazil Soul, Guitar Pop, New Wave, Hip Hop, Soft Rock Prog, Reggae. Nei negozi c'e' un volantino con tutti gli indirizzi e una piantina per trovarli. Peccato che l'ho scovato solo nell'ultimo negozio visitato e dopo che un commesso di un negozio mi ha accompagnatopersonalmente dal suo, al terzo piano di un palazzo, a quell'altro che cercavo, due strade piu' in la'. E intanto mi parlava male di quello di cui avevo una busta (Hard Stuff del tizio in foto qui su davanti a Lennon in poster. E' anche fotografo di moda e viene a comprare vinile anche alle fiere in Italia) con dentro un raro Rod Stewart e un Their Satanic Majesties Request con la copertina originale che qualcuno in radio deturpo' portandosi via la foto prismatica.
Comunque a Shibuya siamo andati anche per curiosare in un paio di negozi imperdibili. Come questo nella foto il Tokyu Hands , un palazzo megastore di sette piani con dentro di tutto: giocattoli, giochi, modernita' varie, costumi di carnevale e maschere, biciclette, ferramenta paradiso della ferramenta, tubi di ogni sezione e materiale, mattoni e mattonelle di plastica, plastica in tutte le forme e colori, roba per animali domestici, per ufficio, cartolibreria, vernici, luci, lampade, sedie e poltrone e divani e tavoli e finte barbette e pizzetti, e chi piu' ne pensa piu' ne trova. Ops, dimenticavo, vinile e ad ottimo prezzo. Un altro negozio da visitare e' il tempio dello stile tamarro giapponese il 101. Piani e piani di paccottiglia di abbigliamento da bancarella, tra il texano-hip-hop, missato al punk e al metal. Commessi ossigenatissimi, efebici, mutanti del nuovo millennio per davvero. Musica a palla tra il molella e la tecno. I piani piu' divertenti sono quelli per le ragazzine. Mille colori, ma anche divise con gonna scozzese, calzette bianche e camicette con cravattina.
E poi li ci sono i box per fare le foto insieme alle amichette, metterci su grafiche varie e spedire. Suppongo. Perche' da dietro la tenda non si capiva perche' si divertissero cosi' tanto. A Shibuya, uno dei quartieri piu' frequentati di Tokyo, dove gli incroci hanno le strisce pedonali anche in obliquo per smaltire meglio la folla, ci sono poi angoli dove le telecamere inquadrano la gente in zoom e la sparano su schermi enormi. Quindi folle di persone si fermano a naso in su' per vedersi sullo schermo mentre attraversano la strada. Ma non muore investito nessuno e nessuno suona il clacson. Mi son visto pure io, ma non in zoom. Per Shibuya girano ragazzi ossigenati in canottiera bianca, molto lampadati in atteggiamento gangsta per poter accompagnare fieri le fidanzate alla Beyonce', bionde cotonate e abbronzate in succinti abitini o pants. Non male non male. Volgarotte ma non male. Tutti si telefonano con nuovissimi cellulari, possibilmente bianchi. Staccati in seconda e terza posizione, l'amaranto e il blu elettrico, il rosso e l'arancio. Fantastica la linea dei cellulari Pantone. Logo pantone e gamma di colori incredibile. Design a saponetta ,diverso pero' dai modelli piu' di successo a spigoli vivi. Melo (son preso)? Non melo perche' funzionano solo con contratto giapponese di tre anni. E farlo craccare e' troppo sbatti e poi il voltaggio e' diverso e pure la presa. Invece un bel coltello di ceramica per affettare perfettamente la mia ultima specialita', il filetto al sangue sulla brace, melo.

Pubblicato: Mar - Settembre 18, 2007 ;    


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