Schienato da Cannes.


Insomma a Cannes poi?



La sindrome di ''Quanti granelli ci saranno in questo pugno di sabbia?'' e' quella sindrome che mi fa andare in stallo.
Sindrome che mi prende quando mi ritrovo in un posto dove c'e' un'offerta esagerata di qualcosa che mi piace.
Mi e' successo la prima volta che sono arrivato a New York. Volevo vedere e visitare tutto. L'elenco della cose che mi piacevano sulla guida che avevo in mano era esagerato. Mi bloccai e rimasi chiuso in casa per un giorno.
Lo stesso mi accade quando entro in una libreria. Quanti libri?! Da dove inizio? Quanti ne saranno usciti nei 10 minuti che sono gia' qui. Quanti ne saranno stati pubblicati dall'invenzione della stampa ad oggi? Quanto non ne ho letto?
Non pariiamo poi dei negozi di dischi. Uff. Li pero' dopo il momento ''sindrome dei granelli'', per paura di non comprare un disco che non conosco ma mi potrebbe piacere spendo cifre esagerate. Li voglio tutti.
Insomma, io certe volte vado in stallo. Mi blocco.
Bene, tornato da Cannes, dal 55 Festival internazionale della pubblicita' di Cannes dove facevo parte della giuria radio, sono entrato in stallo e non ho scritto per piu' di una settimana il post di racconti di un piccolo giurato italiano a Cannes che mi ero riproposto di fare appena partito da la'.

Troppe cose tutte insieme in 10 giorni di lavoro, incontri, seminari, workshop, discussioni, chiacchierate fino a notte fonda sul senso di un comunicato radio. Sulla pubblicita', su quella italiana. Sul nostro paese. O semplicemente a cercare una crepe al cioccolato in una citta' che chiude troppo presto quasi tutto.
Insomma troppo di tutto in 10 gironi.
Troppe esperienze belle, troppa gente fantastica conosciuta, troppe pubblicita' belle sentite e viste, troppo idee ovunque (''big ideas can make anyone feel small'' e io gia' so piccolo di mio) per poter raccontare tutto subito. Stallo.
Di una settimana.
Eccomi oggi a cercare di fare un sunto. E non so veramente da dove iniziare.
Ok, lasciamo perdere le cose personali, le amicizie fatte, i migliori frutti di mare mangiati a Nizza da anni, l'assurdo coro ''Noi siamo amici di Hello Kitty e Hello Kitty ci aiutera'...'' nato in un momento di scaramanzia sconvolta davanti la tv in hotel e cantato a squarcia gola tra 4 amici italiani ogni volta che la Francia toccava palla, l'abitino celeste super sexy di Giulia preso su corso Antibes, l'ospitalita' di Jose' a casa sua eccetera. Appunto. Eccetera, viva sempre.

Parliamo per esempio di Radio. Comunicati radio. Ne ho ascoltati in giuria circa 700 tra quelli delle categorie assegnate alla nostra ''sotto-giuria'' (i lavori sono stati suddivisi tra due giurie, A e B. Ognuna, di 8 giurati compreso il presidente, aveva la meta' dei lavori e delle categorie) piu' quelli selezionati per la shorlist, sentiti e votati dall'altra meta' giuria.
Pero', aspetta, sto correndo troppo. Mi faccio uno stallo.

La giuria radio arriva a Cannes prima dell'inizio del Festival. Si arriva il giovedi sera, ma il festival inizia domenica. Per il lunedi sera deve essere annunciata la shortlist e nel frattempo decidere i premi da assegnare al martedi. Quindi sedute di giuria da venerdi a martedi di 9/10 ore dalle 9 del mattino fino alla sera. Ma divertenti. Oh, mica si asfaltano strade sotto il sole d'estate. Si ascoltano radiocomunicati. La prima scrematura avviene individualmente. Ognuno di noi ascolta con una sorta di palmare tutti i radio e su quello da' un voto. Fino a 3: fuori via non ti far peiu' sentire. Da 4 a 7: mi rimetto agli altri ma in short ce po sta'. Dopo: che sia metallo! Si ascolta individualmete anche la shortlist e votando si determina il punteggio che poi dara' i vari premi.
E' buffo che mentre stai ascoltando magari un radio brutto, vedere, senza sentirlo perche' hai le cuffie su, il tuo vicino ridere da matti per il radio che sta ascoltando lui. Spizzi sul suo librone la categoria e il numero per capire se e' piu' avanti di te nell'ascolto oppure se sta ridendo di quello di cui hai riso prima tu. Io comunuqe ero sempre indietro, non c'e' problema. Volendo essere molto scrupoloso, quando un radio non mi piaceva, lo riascoltavo piu' volte, per vedere di trovare un qualcosa per apprezzarlo, o anche solo per giustificare con me stesso il voto negativo. Quindi rimanevo spesso indietro negli ascolti. Ma recuperavo poi nelle pause sigaretta degli altri. Non potendo ''mandare avanti'' per un ascolto piu' veloce, ho vissuto dei momenti drammatici quando, nonostante tutta la mia buona volonta' e generosita', un radio non mi piaceva e poi scoprivo pure che faceva parte di una campagna da otto soggetti. Una vera tortura. Magari in Danese (e' solo un esempio, la campagna tortura era in una lingua che conosco, ma era una tortura lo stesso).

Insomma mi son perso. Stallo!
Volevo dirvi che giovedi appena arrivati a Cannes, io e la mia ''Companion'' (finalmente grazie alla burocrazia dell'organizzazione del festival, ho scoperto come chiamare Giulia con cui convivo da anni: Companion! Ma nel libretto dei delegati era riportata come partner della giuria?!?) siamo stati portati alla cena di benvenuto e di presentazione delle varie giurie, arrivate a Cannes prima delle altre.
Il primo giurato mio collega che incontro e' Senthil Kumar (Executive Creative Director, JWT India, di Chennall). Dividamo l'auto che ci porta alla cena. Ama la radio, ci lavora da anni e ha firmato vari show molto conosciuti in India. Ha creato vari buffi personaggi facendoli parlare con uno strano linguaggio inventato da lui. Bastano pochi metri e stiamo gia' parlando di quanto possa essere internazionale il linguaggio della radio se si usa un ottimo sound design capace di evocare anche solo con dei suoni immagini e emozioni. Tranquilli, poi abbiamo parlato subito d'altro. E' comunque un vero spasso. All'aperitvo si unisce subito a noi Hans-Peter Albrecht (Founder, Creative Director HP Albrecht Munich, GERMANY) detto HP. Un altro mattacchione. Austriaco ma trapiantato a Monaco da anni e anni, non puo' vivere senza la radio. Inizio ad avere la sensazione di essere capitato in una giuria fatta di amici. Sono simpatici, la pensano come me sulla radio e sul suo uso in pubblicita', non trovo differenze di vedute anche se il giurato arriva da un'altra cultura e da molti chilometri di distanza. Rodirigo dal Cile (Rodrigo Gomez Executive Creative Director Draftfcb Chile Santiago, CHILE) , Flavio dal Brasile (Flávio Casarotti Executive Creative Vice President Fischer América São Paulo, BRAZIL), David dalla Spagna (David Moure Ortega Creative Director McCann Erickson Iberia Madrid, SPAIN) e Daniel dall'Argentina (Daniel Reynoso Chief Creative Officer, Vice President Diálogo Publicidad Buenos Aires, ARGENTINA) fanno subito gruppo. Ma non e' un gruppo per strane azioni di lobby, ma solo per facilita' di lingua. E dopo un po' siamo tutti insieme. Anche se australiano anche Dejan (Dejan Rasic Executive Creative Director Colman Rasic Carrasco Sydney, AUSTRALIA) sembra un latino festoso. E il nostro presidente di giuria, Mark (Mark Gross Senior Vice President, Group Creative Director DDB Chicago , USA), the Real Man Of Genius, si era gia' presentato a noi via email, prima di partire per Cannes, come serio cazzaro con un fantastico discorso divertentissimo.
Vabbe', niente, bel gruppetto di sbullonati.
Vi risparmio le discussioni calcistiche che ci hanno accompagnato fino a sabato alla chiusura del festival (Cannes e' bello anche per questo, capita sempre quando c'e' o un europeo o i mondiali. E partono sfotto' e tifo peggio che nei bar al lunedi durante il nostro campionato). Al gala di chiusura festival ho ahime' scaramanticamente previsto una finale Germania Spagna, ma dentro speravo in in una Germania Italia.

Dopo tanti brindisi si va a dormire. L'appuntamento e' per la mattina alle otto nella hall del nostro albergo. A proposito di alberghi: tra noi giurati radio girava la voce che l'assegnazione degli hotel rispecchiasse il livello di importanza delle varie giurie. Quella per il Titanium award stava su panfili, Quella per la Tv e il cinema (e Youtube e tutto il cucuzzaro che veicola immagini in movimento) negli hotel piu' rinomati (Majestic, Carlton, Martinez) e nelle suite di questi hotel. La stampa e l'outdoor negli stessi hotel ma in camere meno importanti. Quella per il Cyber in ville in collina. La nostra sparsa in alberghetti meno importanti. Dicerie, io avevo una bellissima stanza al Gray D'Albion.

In fila per due e tenendoci per mano raggiungiamo il Palais, il Palazzo. Li' il boss del festival, con i soldi che gli scappavano di tasca (il festival e' un gran bel bussines che fa pagare tutto e non paga niente), ci da' il benvenuto tecnico e ci passa il brief: ascoltate e votate.
Foto di rito e filmatino dove io e HP veniamo subito scoperti: siamo i soliti cazzari. I piu' cazzari. E vabbe'.

Le prime ore di ascolto sono drammatiche. Mi sembrava tutto brutto. Possibile?.
Mark che e' stato gia' in giuria nel 2005 mi consola dicendo che al primo ascolto sembra sempre che la qualita' media sia bassa, ma che iniziero' a divertirmi di piu' alla shortlist. Cosi e'. La short ha proprio dei bei radio. Ma purtroppo non ha dentro alcuni radio italiani che erano nelle categorie dell'altra meta' giuria. Ognuno di noi ha la possibilita' di proporre un riascolto di un solo radio scartato. Volevo proporre un radio Neo Zelandese, ma mi gioco il jolly per uno italiano che preferisco e davo per scontato in shortlist. Ma alla votazione si va sull'otto a otto. Bastava un voto in piu' a favore ed era fatta. Leggo il supporto negli sguardi dei giurati che l'avevano apprezzato e votato, vedo distogliere lo sguardo imbarazzato di quelli che pur condividendo il cazzeggio di gruppo, non hanno apprezzato lo spot e gli dispiace come se fosse mio. Nothing personal. E dopo si va a farsi una birra davanti un mega schermo e gli europei.

Quella fu l'unica volta in cui si avvertii in giuria una leggera tensione fra noi. Forse la stanchezza, il caldo, ma fu solo quando abbiamo definito la shorlist che abbiamo discusso animatamente su alcuni spot. In o out. In o out.
La seduta per i premi e' andata invece liscia. Divertente, anche troppo, tanto che l'ultima categoria da considerare, quella no profit e sociale, rischiava di essere penalizzata per non ricevere la giusta attenzione e concentrazione al pathos e al tono drammatico che (ahime') ha la maggior parte dei comunicati di quel tipo.
La votazione per il Grand Prix da scegliere tra i radio che hanno vinto l'oro e' stata sbalorditiva. Ci troviamo d'accordo prima sulla terzina finalista. Poi alla prima votazione il Grand Prix esce fuori all'unanimita'. 16 su 16. Anzi 15 su 16 perche' mi pare che il presidente non votasse. Si brinda al lavoro finito, a quelli premiati con champagne e ci godiamo il tramonto su Cannes.

La mattina dopo e' il giorno della conferenza stampa. Abbiamo un fascicoletto con tutti i premi divisi per categoria. Ma sopra c'e' scritto a bastoni e in bold un avviso terrorizzante: WARNING EMBARGO. Dove praticamente ci viene chiesto di non pubblicare su nessun media i risultati prima delle nove della sera quando verranno annunciati nella cerimonia di premiazione. Inutile svelare che molti sms avevano gia' dato i risultati, magri per noi, e vincenti per gli altri ai colleghi e amici coinvolti.
Schierati davanti ai giornalisti con i nostri nomi e cognomi stampigliati sul bordo del tavolo. Ancora HP ed io prendiamo il premio per i cazzari di giuria emulando uno spot della colla uHu cantando e ballando sulle note di Song 2 dei Blur. (Momento per altro riportato con nomi e cognomi dei due imbecilloni in prima pagina del quotidiano Lions Daily News).
Alla premiazione abbiamo pensato anche durante la giuria. Siccome sarebbero stati ascoltati solo gli ori e gli argenti, io e qualche altro giurato avevamo lottato per far passare da bronzo ad argento alcuni spot di sicuro impatto sulla platea del Palais. Erano un paio ed avrebbero fatto battere la mani a tempo sulle loro musiche. Ma e' un premio alla creativita' e non uno show tv o radio. Quindi nisba.

La folla dei creativi del Palais, famosa per affossare di fischi spot non graditi, non ha mai fischato, (pare che la nostra giuria abbia stabilito un record) e ha applaudito i lavori premiati.
Bhe', e' di questo che sono contento e, lasciatelmelo dire, fiero.
Insieme a questo bel gruppo di matti, che mi mancano come i ragazzi del mio plotone quando ci siamo congedati, abbiamo fatto proprio un bel lavoro.
Non perfetto ne' giusto.
Ma bello e' bello fare il giurato a Cannes.

Pubblicato: Lun - Giugno 30, 2008 ;    


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